#ScegliVeg

Firma e impegnati a passare una Pasqua Veg

Se ti intenerisce vedere un cucciolo che si alza malfermo sulle zampe per la prima volta, che goffamente esplora il mondo per la prima volta con l'espressione meravigliata di un bambino, che inciampa, ma poi impara e saltella e gioca sereno, perché non dovresti aver pietà di un agnellino?
Chi ha sensibilità nei confronti dei deboli e degli innocenti, chi ha il senso della giustizia può davvero contribuire a migliorare il mondo e fare la differenza.
A cominciare dalla scelta del menù pasquale.

Pasqua, un giorno che significa rinascita

La parola Pasqua deriva dall’aramaico “Pasha”, che significa rinascere.
Che sia una sfida, una curiosità o un’abitudine già consolidata celebrare la Pasqua senza morte nel piatto significa celebrare la vita, rispettandone ogni sua forma.
Buona rinascita a chi è diverso da noi, a chi sta soffrendo, a chi ha fame di cibo, a chi ha fame di giustizia, agli anziani e agli emarginati, a tutti gli esseri viventi. Perché “Chi salva una vita, salva il mondo intero” (Talmud ebraico).

Rinunciare alla sofferenza, non al gusto

Il cibo vegan non è solo insalata o minestrone, ma un’esplosione di piatti gustosi della tradizione o anche l’opportunità di provarne di nuovi ed esotici a base ad esempio di soia o di seitan (glutine di frumento).
Diventare vegano è più facile di quanto si possa pensare, poiché la maggior parte delle pietanze che portiamo quotidianamente sulle nostre tavole non contengono ingredienti di origine animale.
Come scrive J.H. Kellogg “E’ bello sedersi a tavola senza doversi preoccupare di che cosa è morto nel piatto” (o meglio di CHI è morto nel nostro piatto).

Quest'anno a pasqua,
Io #ScelgoVeg

(801 persone hanno già firmato per una Pasqua Veg)